Abbiamo salutato, io e Pupina, un fedele amico. Uno di quelli che nelle situazioni più critiche sa come spegnere lacrime e malumori. Uno di quelli che, all’ occorrenza, ti consola con un lieve massaggino… delle gengive!
Ebbene si, dopo un anno e mezzo di onorata carriera, alla veneranda stagionatura di venticinque mesi e una spicciolata di giorni ho tolto il ciuccio a mia figlia.
Voglio specificare subito che, si, è stata una misura coatta in cui io, in preda a spaventi plurimi, ho preso il suo ultimo ciuccio e l’ho messo nel vaso dei ciucci (Un vado di vetro Ikea in cui ho conservato tutti i suoi ciucci, dalla nascita)! Tutto è successo un pomeriggio di qualche giorno fa. Lei era sdraiata sul pavimento a guardare la tv, lo fa spesso forse per cercare refrigerio nelle mattonelle, e ho notato un impercettibile arcuatura a U dell’ arcata superiore. Ad un occhio non allenato magari la mia potrebbe sembrare un’ esagerazione ma il campanello d’ allarme è suonato e sono voluta correre ai ripari immediatamente.

Partiamo dall’ inizio.
Rossella Maria aveva tre mesi quando ha preso il ciuccio. Io, su consiglio di mia mamma, che in fondo di figli ne ha fatti e cresciuti tre, ho insistito fin dai primi giorni. Non ho mai dato retta alle fanatiche dell’ allattamento che lo sconsigliavano: l’ho allattata al seno serenamente per otto mesi nonostante ciuccio e biberon per le aggiunte e non ha mai fatto distinzione di sorta, quello che c’era si prendeva.
Il ciuccio ci ha salvato da tantissime crisi isteriche e chi lo chiama tappo ha perfettamente ragione. In giro, al ristorante o al centro commerciale ci ha aiutato a placare le ire di una bimba piccola infastidita da qualcosa. E’ inutile che faccia la finta tonta nascondendomi dietro il fato che Ehhh so’ bambini.
Durante la dentizione le è stato un aiuto fondamentale per superare dolori e fastidi, sopratutto durante mole e canini.
Insomma, se mi chiedono se sono favorevole o no al ciuccio, la mia risposta è assolutamente positiva!

Però a Ross adesso stava creando un problema e andava prevenuto prima di diventare grave.
Le ossa del palato dei bambini sono in formazione e quindi morbide. La suzione del ciuccio non è mai per poco tempo, lei lo teneva quasi tutta la notte e gran parte del giorno qualche mese fa, e questo fa si che le arcate dentarie si incurvino assecondando la forma che gli da l’ oggetto estraneo.
Un uso prolungato può far si che si formi la dentatura detta a Morso Aperto e cioè una sorta di pallone da rugby tra le arcate dentarie superiore e inferiore che influisce sia sul linguaggio che sulla masticazione.

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Io non sono assolutamente contraria al ciuccio, così come al pannolino, per un fattore di età. E’ ovvio che se a sei anni hai il ciuccio o il pannolino c’è un problema ma, allo stesso modo, ritengo che l’anno che va dai due ai tre sia un passaggio delicato nella vita di un bambino e quindi non l’avrei forzata così se non mi fossi realmente allarmata.
Tant’è che ad ogni frecciatina sul fatto che ha due anni compiuti e ha ancora il pannolino sorrido e me ne frego.

Il primo giorno, ovviamente, è stato un delirio: le urla per il riposino pomeridiano, che per lei è sacro, le hanno sentite pure in fondo alla strada. Ha pianto ininterrottamente, un mix di smania da sonno e mancanza di conforto, dalle 14 fino alle 17,30 quando poi è crollata sfinita. Sono stata tentata di darle il succhiotto centinaia di volte in quelle ore ma mi sono resa conto che lo stavo facendo per evitarle problemi, e anche grossi, in futuro. La sera è crollata per la stanchezza senza mai nominarlo e ha dormito tutta la notte. L’ indomani l’ha nominato un paio di volte e ha fatto parecchia fatica ad addormentarsi ma non ci sono state crisi isteriche.

Via via che passano i giorni, ora è quasi una settimana, le cose vanno meglio. Cerco di distrarla in tutti i modi possibili (mi sono sorbita così tante puntate di Peppa Pig e Daniel Tiger che credo di aver dovuto dire addio ad un numero davvero considerevole di neuroni).
Il momento più difficile è sempre quello del riposino pomeridiano ma per il resto del giorno e della notte ce l’abbiamo fatta.

Non avrei voluto privarla di un oggetto per lei così confortevole e rassicurante ma mi ringrazierà al liceo quando potrà baciare il fidanzatino e potrà andare in giro senza la cuffia per allargare il palato!

Robi.